Il cretino al tempo di Facebook

23.04.2012 09:52

Quanta saggezza in queste belle parole........

 

 

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Il cretino al tempo di Facebook

by Rosanna Marani

L'amante ... virtuale ... L'amico virtuale ... L'eroe virtuale ... La vita virtuale ... L'anima... virtuale ...  L'identità ...virtuale ... Il paladino ... virtuale ...

Il cretino virtuale ...

No... il cretino ... reale .... E neppure in 3D! ...

Solo una dimensione ... gli spetta ... quella del  creticoglionte! ...

Si... neologismo che sta per catacresi o chiasmo ... di cretino ... coglione .... portante cretinismo e coglioneria ....

Questo editoriale di Pasquale Di Bello ... è da imparare a memoria ...

Genialmente analitico ... Psicologicamente ... vorace ...

Semplicemente fantastico!

http://www.ilponteonline.it/index.php/editoriali/item/786-il-cretino-al-tempo-di-facebook

 
Il cretino al tempo di Facebook
21 Aprile 2012 Scritto da  

 

Il cretino al tempo di Facebook

L’avvento dei social network ha stimolato la nascita di nuove forme di cretinismo. Imperversano nella rete linkatori seriali, stalker della calunnia, cacciatori di signorine in abiti succinti e tardone in cerca d’avventure. Uno zoo umano di cui liberarsi al più presto.

La combinazione tra l’avvento dei social network e l’abolizione pressoché generalizzata del sistema manicomiale, ha prodotto nuove forme di cretinismo. In particolare, quella del cretino da Facebook, siamo certi avrebbe attirato le attenzioni e gli studi diCesare Lombroso che proprio al cretinismo ha dedicato larga parte della sua opera. Se il cretinismo, come dice il dizionario medico, è “una deficienza irreversibile nello sviluppo del cervello umano”, non vi è dubbio che per i cretini Facebook sia diventato la terra promessa, l’Eldorado di quasi tutti i deficienti della terra. Non passa giorno senza che non arrivi conferma a questa nostra convinzione.

Il cretino al tempo di Facebook, tuttavia, non ha nessuna delle caratteristiche del cretino classico: sordomutismo, nanismo, lingua abnorme, malformazione delle ossa e delle articolazioni. Il cretino al tempo di Facebook non lo riconosci perché ha una faccia normale, veste alla moda, ha un lavoro regolare, un’età che oscilla fra i trenta e i sessant’anni, quando è un uomo (e quasi sempre è un uomo) ha pure una moglie o, in alternativa, una fidanzata da portare al cinema al sabato e alla messa la domenica. Il cretino da Facebook, tranne qualche cretino particolarmente ostinato e single, imperversa poco nel weekend, mentre invece durante la settimana esprime appieno la propria indubbia vocazione, quello dell’onanista a tre marce.

Perché il cretino da social network si caratterizza per questo, per un disturbo compulsivo che lo porta a infinite masturbazioni mentali che, di volta in volta, assumono forme e connotazioni diverse. E il campionario a disposizione, più passa il tempo e più si allarga.

C’è il linkatore seriale, novello Lutero pronto ogni giorno ad appestare con le proprie tesi le bacheche di gruppi e amici e amici di gruppi amici e nemici; c’è il collezionista di bambole, costantemente a caccia di signorine in abiti succinti, e c’è la collezionista di bamboli, costantemente a caccia di pettoruti e muscolosi signorini col cervello inversamente proporzionale alla massa muscolare; c’è il calunniatore a manovella, ilprofessore alla cova, il pippobaudo (l’animatore di gruppi) al viagra, c’è il politico ansioso, l’assessore cerimonioso, il vescovo in polpe e gualdrappa damascata; insomma, c’è di tutto e tutto accomunato da un solo denominatore: l’assenza assoluta di freni inibitori.

Il cretino, messo davanti a un video e con una tastiera in mano, diventa quello che la realtà e il conformismo gli impediscono di essere per molte ore al giorno: un cecchino nascosto nel bosco della rete. In groppa alla propria demenza, ciascuno lo può immaginare il cretino, con la guancia pendula e l’occhio pallato, pronto all’incursione in bacheca, alla guerriglia in chat, al tafferuglio via messaggio, al tumulto a mezzo gruppo.

Un uomo che sceglie per mestiere di recitare tutta la vita da cretino, su Facebook si sente liberato. Fuori dagli schemi che la vita gli impone (marito, moglie, padre, mamma, impiegato integerrimo, figlio specchiato) il cretino su Facebook, sfrenato di ogni freno a mano, trova l’ideale trampolino di lancio per le proprie commedie, minacce, ricatti, melodrammi, concioni. Ottenuto il suo lasciapassare (l’ingresso in un gruppo, l’amicizia di qualcuno) il cretino tenta di imporre a tutti la propria maschera di commediante, il proprio interloquire subdolo e peloso, la voce di posa viscida e unta, la saccenteria da canottiera bucata.

Ma c’è un modo per difendersi dal cretino al tempo di Facebook? Si c’è, anche se il cretinismo è una malattia di ritorno come il colera e non si è mai certi di averla debellata. Ai cretini basta non dare udienza, ignorarli, bannarli come si dice in gergo,cancellarli, insomma lasciarli soli con quell’osso che loro si ostinano ancora a chiamare testa.

Rimasto solo il cretino, senza interlocutori, crolla come un sacco vuoto. Ecco, ognuno di noi cominci a cancellare un cretino al giorno, dal proprio gruppo, dalla propria pagina, dalle proprie amicizie e così facendo contribuirà a rendere lo spazio virtuale più vivibile. C’è bisogno di una pesante azione di bonifica dei social network e di Facebbok in particolare. Alla rete servono spazzini e se ciascuno di noi decide di arruolarsi può rendere un servizio a se stesso e all’intera comunità di internauti.

Spazzare via lo zoo dei cretini non è una necessità, è un dovere civile.

 

Pasquale Di Bello

 

Giornalista professionista, è il direttore del Ponte. Editorialista, scrive di politica e attualità.