Una risposta di Anna Stancanelli al Direttore di Oggi sulla vivisezione

09.07.2012 15:35

 

Ciao da Laura Mattei........
Desidero proporre un articolo estremamente interessante della mia Amica e Collega Anna Stancanelli, instancabile combattente, organizzatrice di manifestazioni contro la vivisezione e dibattiti informativi, una persona speciale, una donna la cui intelligenza e perspicacia ammiro profondamente, dalla quale imparo continuamente:
 
Quanto segue è nato dalla risposta all'articolo del Direttore della rivista Oggi, che purtroppo continua a pubblicare i soliti antiscientifici slogan propagandistici a favore della vivisezione: http://www.oggi.it/attualita/salute-e-scienza/2012/06/18/silvio-garattini-la-sperimentazione-animale-e-una-necessita/
 
Gli slogan propagandistici, le dichiarazioni “d’effetto” che si ripetono nel tempo, per far credere alla gente che la vivisezione possa “aiutare i malati a guarire”, ma che a posteriori si rivelano delle vergognose BUFALE, sono (a mio avviso) quanto di più dannoso possa uscire dalla superficialità umana, volta ad ottenere dei risultati che nulla hanno a che fare con la vera utilità per la cura e prevenzione per la nostra specie.
 
Come mai i sostenitori della vivisezione citano sempre gli “animalisti” e non si confrontano invece con il MONDO SCIENTIFICO che è assolutamente contrario alla pseudoscienza della vivisezione?
 
Forse perché “gli piace vincere facile”?
 
Il vivisezionista sa che in un confronto con, per esempio, Claude Reiss, di Antidote-Europe, avrebbe inevitabilmente la peggio.
 
Propagandare la pseudoscienza della vivisezione sostenendo che gli oppositori sono i soliti “animalisti” ed evitando accuratamente di citare tutte le voci scientifiche autorevoli che definiscono la vivisezione una pratica inutile, fuorviante e pericolosa anche per la specie umana, non mi sembra proprio un comportamento corretto anche a livello deontologico.
(Ovviamente non mi posso aspettare deontologia da chi sostiene la pratica della vivisezione ma ci tenevo a precisare questo particolare).
 
Dalla puntata (del 22/10/2004) “Uomini e topi” di REPORT, bastano già le prime scene per capire che, senza una segretezza da base militare, la vivisezione non sopravviverebbe un solo giorno. 
(Al minuto 10.30 inizia l'inchiesta sulla vivisezione: http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-ca58642d-40f8-4ca5-8f78-243b5c2be9ce.html)
 
Se ci fosse onestà intellettuale, non ci sarebbe sempre una caterva di luoghi comuni nelle dichiarazioni che difendono l'indifendibile pratica della vivisezione, fino al colmo dell'arrampicamento sugli specchi quando si cerca di "filosofeggiare" sull'utilizzo o meno della parola vivisezione, volendo sostituirla con un termine più edulcorato ed accettabile dalla massa: "sperimentazione animale" …
 
Sostenere inoltre le proprie tesi suggerendo di “chiedere un parere a coloro che hanno problemi di salute” è un chiaro segno che non c’è stata una seria indagine fra le persone malate: ce ne sono moltissime che hanno gravi malattie (anche Biologi, Dottori, ecc.) e che sono assolutamente contrarie alla vivisezione per i motivi scientifici e i dati che abbiamo a riguardo.
 
Tutte le evidenze e le nostre attuali conoscenze scientifiche dimostrano che la vivisezione è inutile e fuorviante per la ricerca umana, così come documentato da importanti ricercatori, medici, scienziati, e veterinari e come testimoniano, purtroppo, i gravi danni e le continue catastrofi farmaceutiche che si verificano per aver estrapolato all’uomo i dati osservati su una specie animale diversa.
 
Nel luglio del 2007, il Consiglio Nazionale delle Ricerche USA (NRC) presentò un Rapporto di aggiornamento sulla tossicologia richiesto dall’EPA (agenzia per l’ambiente), intitolato “Tossicologia del XXI secolo: una visione e una strategia”. 
In esso veniva annunciata una Rivoluzione, all’epoca già iniziata: i metodi usati per le valutazioni di tossicità (che coprono il 75% dei test su animali effettuati nel mondo) avrebbero abbandonato il “modello animale”, da tempo contestato in quanto inaffidabile e privo di predittività per la specie umana — vari articoli erano già stati pubblicati su Nature, BMJ (British Medical Journal), New Scientist, Scientific American, Spere, Biologi italiani, the Scientist — per fare ricorso al grande potenziale di una moderna ricerca scientifica, perlopiù in vitro e su cellule umane, ispirata alle straordinarie nuove conoscenze (particolarmente nella genetica e nella biologia).
 
Tale rivoluzione, secondo il Rapporto, costituisce “un avvenimento epocale, di quelli che danno un nuovo corso alla storia della scienza, come è avvenuto con la scoperta della penicillina, quella del DNA, la nascita del primo computer… “
vedi: http://www.equivita.it/index.php/it/comunicati/12-comunicati/456-comunicato-150312
 
Il Prof. Marco Mamone Capria, in un'intervista sull’argomento vivisezione dice, tra l’altro: “… esistono ormai diversi studi sistematici sul valore della sperimentazione animale come trampolino per la scoperta in campo medico. Ebbene tali studi hanno tutti dato risultati nettamente negativi: le pretese di modellizzare su altre specie animali problematiche mediche umane sono state dimostrate infondate. La cosa più favorevole che oggi un analista onesto possa dire sulla vivisezione è negativa, e cioè che si tratta di una metodica che non è mai stata validata; quindi, chi l’appoggia lo fa per fede – una fede misteriosamente lasciata intatta dai tanti disastrosi fallimenti. (…) Inoltre bisogna considerare che, quando una rivista come Nature, che peraltro ha sempre appoggiato la vivisezione, riporta al riguardo giudizi negativi, lo fa di solito in forme che cercano il più possibile di evitare di definire apertamente lo stato della vivisezione per quello che è, cioè una bancarotta scientifica, ma chi è pratico di questa letteratura e del giornalismo scientifico “ufficiale” capisce che è proprio questo che si intende. E, certamente, quei giudizi negativi non sono mossi da interesse per il benessere degli animali, ma dalla sconsolata e inevitabile presa d’atto che la vivisezione non funziona, nel doppio senso che 1) mette a rischio la tutela o il recupero della salute dei cittadini e 2) sottrae preziosissime risorse a indirizzi più promettenti e affidabili. Per usare un’espressione dell’epistemologia contemporanea, la vivisezione è un programma di ricerca degenerato. Penso che un giorno non lontano verrà usato come esempio di questo fenomeno storico nei manuali. Non è vero che, di regola, gli esperimenti su animali precisino o consolidino i risultati ottenuti sulle colture cellulari umane, chip genetici, simulazioni al computer ecc. Gli esperimenti su animali danno risultati disparati e perennemente reinterpretabili, possono cioè essere usati per confermare o smontare qualsiasi risultato ottenuto per altra via. Nel quadro della ricerca biomedica sono non una scialuppa di salvataggio, ma una mina vagante.” (vedi: http://notizie.radicali.it/articolo/2012-03-06/editoriale/vivisezione-bancarotta-scientifica-intervista-al-prof-marco-mamone-ca)
 
La macchina popagandistica del kombinat plagia l'opinione pubblica non soltanto attraverso i mass media statali (scuole e università, radio e tivù), ma anche mediante tutti gli altri mezzi d'informazione: giornali e riviste. 
 
Basta sapere che circa l'80% di tutte le inserzioni a pagamento che mantengono in vita le pubblicazioni a forte tiratura provengono direttamente o indirettamente dal campo chimico con tutte le sue molteplici ramificazioni: petrolchimica, oleochimica, agrochimica, fertilizzanti, materie plastiche, cosmesi (prodotti di bellezza), fibre, farmaceutica, coloranti, pigmenti, additivi, ecc. Tolti tutti questi rami, radicati nella chimica, rimane ben poco.
 
La truffa sistematica perpetrata dal kombinat medico-chimico in collusione con i governi (ministeri dell'istruzione pubblica, autorità sanitarie, stazioni radio e televisive statali) viene sostenuta da una folta schiera di presunti scienziati i quali, o vengono profumatamente pagati per propagandare consapevolmente delle controverità, oppure sono incapaci di liberarsi di nozioni ritenute valide il secolo scorso, ma nel frattempo rivelatisi errate.
 
L'ignoranza, si sa, è sempre stata dura a morire, e più di tutte l'ignoranza dei dotti.
http://www.facebook.com/notes/anna-stancanelli/censura-chimica-in-italia/10150447249959936